Green deal nel bilancio dello stato

Condividiamo l’impostazione di Rossella Muroni, deputata di LeU, che chiede di cominciare da subito il Green New Deal, a partire dal DEF.

Anche noi ci aspettiamo che, a partire dal piano triennale delle opere pubbliche fino al Bilancio di previsione 2020, ci siano già segnali importanti di una svolta ambientale nella politica dell’amministrazione comunale.

 

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La Forgia: vediamoci il 30 settembre

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Riceviamo dal Senatore Francesco La Forgia il seguente invito:

“Care e cari,
quello che è accaduto nelle ultime settimane, la nascita di un nuovo governo che ha allontanato il rischio di una destra pericolosa, segnerà profondamente lo scenario politico dei prossimi anni. Credo sia arrivato il momento di un confronto largo. E per me questa è innanzitutto una necessità personale, per almeno due ordini di ragioni.

La prima è che ritengo di essere stato tra i più insistenti, all’indomani delle ultime politiche, nel proporre l’idea di fare di LeU un soggetto che potesse crescere e incrociare l’evoluzione dei processi politici. Un impegno che ha generato una aspettativa non trascurabile e che però è stato, da tanti, colpevolmente disatteso. In quella richiesta ero in buona compagnia e penso che la discussione sulla costruzione di un soggetto che metta al centro dignità, lavoro e ambiente vada ripresa con forza. Le vicissitudini di altri partiti non mi preoccupano ma credo sia doveroso prestarvi attenzione nel segno di una autonomia di pensiero, che è ingrediente indispensabile per rifondare la sinistra in questo Paese e senza che queste ci releghino alla subalternità culturale e politica.

La seconda ragione per cui sento la necessità di questo confronto, da Milano, è che gli eventi mi hanno portato ad essere l’unico eletto in Lombardia nelle liste di LeU, anche a seguito dell’uscita ufficiale di Laura Boldrini dal gruppo di LeU alla Camera e il suo conseguente ingresso nel Pd. Qui non si tratta di giudicare rispettabili scelte personali, ma di ragionare tra di noi sul senso (e se ancora ne abbia uno) del vincolo, di ciascuno di noi eletti, all’esperienza di LeU.

Questa discussione non è più rinviabile, anche alla luce di una sorprendente e inaspettata reviviscenza di LeU in questo passaggio nuovo e della nostra relativa responsabilità di maggioranza e di Governo. Promuoviamo questo incontro con lo spirito che ha sempre caratterizzato le nostre azioni, la ricerca dell’unità di elaborazione e di azione, la rappresentanza del bisogno di una soggettività in grado di organizzare l’impegno sociale di chi crede ci sia ancora bisogno di Sinistra in questo Paese. D’altra parte, è sempre così che ho concepito èViva, ossia come uno strumento per recuperare lo spirito di quella domanda che tanti di noi interpretano da tempo.
Per queste ragioni, spero di incontrarvi in tanti, al di là delle magliette che abbiamo indossato in questi mesi difficili.
Ci vediamo alla Cooperativa Magolfa (Via Modica, 8) lunedì 30 Settembre alle 19.
Un abbraccio.”

E i giacchettiani padernesi?

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Un promemoria della situazione politica locale; per gli smemorati.

“Leggo dal sito del PD di Paderno Dugnano i risultati della Convenzione di Circolo riguardanti le primarie tra i candidati alla segreteria nazionale.

“Aventi diritto 59, votanti 43. Giachetti ha ottenuto 26 voti, Martina 1, Zingaretti 16. È eletto in prima istanza alla Convenzione metropolitana l’iscritto Flavio Serato candidato per la mozione Giachetti che è risultata la prima più votata”.

Un patto oltre il PD

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Interessante intervista di Annalisa Cuzzocrea a Bersani sulla Repubblica di domenica 22 settembre. Di seguito l’incipit:

“Bersani:  ”A sinistra serve un patto nuovo che vada oltre il Pd

Il presidente di Articolo uno ed ex segretario dem: “Io ritornare nel Partito democratico? Siamo ai vecchi attrezzi, dobbiamo allargare il campo o ci ritroveremo al governo la destra più reazionaria”

Alla domanda: “Come sta?”, Pier Luigi Bersani risponde: “Meglio”. Alla festa di Articolo Uno, alla “Città dell’Altra economia”, tra stand bianchi che sanno di vecchie feste dell’Unità, l’ex segretario pd lancia una miccia nel campo di Nicola Zingaretti: “Basta inseguire un centro che è l’araba fenice, serve un progetto largo per combattere la destra, che è ancora qui”. E a Matteo Renzi dice: “Fuoco amico…

La ditta non rientra..

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Scotto: «La Ditta non rientra, pensiamo insieme a una nuova forza laburista». Intervista rilasciata il 16 settembre 2019 a Daniela Preziosi del  quotidiano il Manifesto:

“Entrare nel Pd oggi che Renzi annuncia di uscirne? Calma. Noi siamo più ambiziosi. Siamo nati dicendo che manca in Italia una forza socialista e laburista. L’analisi resta la stessa. Il punto dunque non è quello che fa Renzi, ma quello che fa il Pd». Arturo Scotto, ex capogruppo di Sel e oggi coordinatore di Articolo 1, è alle prese con gli ultimi dettagli organizzativi della festa nazionale di Articolo 1 che inizia domani a Roma, alla Città dell’altra Economia. Quartiere Testaccio, «giallorosso come il governo».

L’evento era stato immaginato quando il partito era esangue e all’opposizione. Invece, dopo la crisi ferragostana e la nascita del nuovo governo, la kermesse si è trasformata nella prima festa della maggioranza «giallorossa». Piena zeppa di grillini oltreché – ma questo era scontato – di esponenti dem e delle variegate sinistre. Ci sarà il premier Conte e il ministro Vincenzo Spadafora (entrambi giovedì 19 settembre, rispettivamente alle 18 e alle 21), si aspetta il sì definitivo della ministra del lavoro Nunzia Catalfo. «Il nostro programma oggi si è arricchito» – fra gli altri parleranno Alexis Tsipras, Massimo D’Alema, Michele Santoro, David Sassoli, Gianni Cuperlo, Pier Luigi Bersani, Francesca Redavid, Nicola Fratoianni, Elly Schlein – «ma tengo a dire che Conte e Spadafora avevano detto sì già a luglio, prima della crisi. E noi li avevamo invitati perché la nostra ipotesi politica, da sempre, era quella di disarticolare la maggioranza gialloverde». Ma era l’epoca dei «#senzadime».

In pochi ci credevano. Invece è successo. «Anzi adesso possiamo addirittura immaginare alleanze nei territori, a partire alle regionali», ragiona Scotto con legittima soddisfazione. «Certo, serve discontinuità rispetto al governo M5S-Lega. Ma anche rispetto agli ultimi governi del Pd». Ecco un altro punto cruciale della festa. Che non a caso sarà inaugurata domani 18 settembre (ore 18) con un dibattito fra il segretario Nicola Zingaretti e Roberto Speranza, neoministro della sanità ma qui in veste di segretario di Art.1. L’argomento del confronto è «un nuovo centrosinistra».

E qui torniamo all’imminente addio di Renzi, al ventilato ritorno nel Pd degli «scappati di casa», la sprezzante definizione renziana (copyright Roberto Giachetti) che si ritorce contro chi l’ha detta, ora che a scappare di casa sono loro. Per una fortunata coincidenza qui Zingaretti si potrebbe trovare a commentare la scissione renziana. Si vedrà. Certo Speranza non annuncerà l’ingresso nel Pd. Spiega Scotto: «Avanziamo un’altra proposta. Con umiltà: siamo consapevoli dei rapporti di forza fra il Pd e noi», il 18 per cento contro il 3,4 (alle politiche del 2018 Art.1 era presente con le insegne di Leu, quindi nel computo vanno messi anche i voti di Sinistra italiana), «non mi piace la boria di partito quindi figuriamoci la boria di partitino.

Però oggi sappiamo che nessuno è autosufficiente, e che è fallito il modello del Pd, di cui Renzi è figlio legittimo. Il modello del primarie, della equidistanza fra lavoratori e impresa. Oggi tutti chiedono di finirla con la sinistra frantumata e con le competizioni fratricide e con le scelte suicide. I nostri elettori, tutti, ci chiedono il cambiamento e l’unità delle forze progressiste».

Morale della favola, la proposta di Articolo uno è «una costituente per un nuovo soggetto di sinistra», annuncia Scotto. Già sentita, è vero. Ma fin qui suonava come una pretesa. Irrealizzabile. Adesso tutto è cambiato. Quello che sembrava mission impossible ora è diventato persino probabile. Miracolo del nuovo governo gialloverde, per il momento l’unico. Ma, abbiamo imparato, mai mettere limiti alla provvidenza rossa.