Nuova legge per la rigenerazione urbana?No Grazie.

Rigenerare-la-Rigenerazione

La Legge Regionale n.4/2012 detta le “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia”; in particolare, avrebbe dovuto facilitare il “Recupero delle aree industriali dismesse”, concedendo ad esempio “la possibilità di incrementare fino al 20% la volumetria o la superficie ammessa”.

Questa Legge, indifferente all’emergenza climatica e al conseguente bisogno di azzerare il consumo di suolo, per le aree dismesse ha prodotto i risultati evidenti nel nostro Comune: nessuna “Ambito di trasformazione di aree industriali” previsto nel “Piano di Governo del Territorio” approvato nel 2013 è stato realizzato. Cioè, anche con le premialità nocive all’ambiente nessun “privato” ha proposto Piani di recupero, e il motivo principale è, la fattibilità, e i costi, di bonifica delle aree coinvolte.

Il “senno del poi” avrebbe dovuto suggerire una aggiornamento della L.R. 4/2012 nella direzione di: ridurre le cubature e le superfici degli interventi di recupero e facilitare la realizzazione dei progetti di bonifica.

Invece, la Regione Lombardia il 12 novembre 2019 ha approvato una “Nuova Legge per la rigenerazione urbana”, una legge che non si occupa prioritariamente delle 3.000 aree lombarde dismesse. Diventa complicato definirla una buona legge di “rigenerazione”, considerando che i residui interventi edificatori possibili in alcuni territori, come nel nostro Comune, sono solo possibili negli ambiti delle aree industriali dismesse e con l’obiettivo di ridurre l’impermeabilizzazione attuale del suolo. (e cercando di evitare colate di cemento per altri Centri Commerciali o altri ambiti residenziali produttori di case sfitte e invendute).

Per le bonifiche, la “Nuova Legge” non prevede né risorse né strumenti ad hoc.

In “compenso”, prevede incentivi volumetrici fino al 20% dei fabbricati da rigenerare e riduzioni fino al 60 % degli oneri di urbanizzazione per “qualunque operazione avvenga sul suolo lombardo”, in deroga ai Piani di Governo del Territorio e senza discriminazione tra aree effettivamente da risanare e aree in buona salute in cui ci siano, ad esempio, palazzi di pregio da riqualificare. E quindi, i Comuni non potranno efficacemente incidere sulle aree che sono davvero da rigenerare mentre vedranno crescere le volumetrie nelle aree già sane dove sono più alti i prezzi di mercato.

E questa “rigenerazione” impatterà anche sulle aree rurali, permettendo che un proprietario lasci sfitti per tre anni dei fabbricati agricoli per poterli poi riconvertire a qualsiasi scopo, anche residenziale; con grave danno per l’attività agricola lombarda.

 La Regione governata dal centro destra a trazione Leghista non si smentisce: siamo in perfetta continuità con gli interessi dei soliti “pochi”, riducendo sia giuridicamente che economicamente le possibilità di governo del territorio dei Comuni, e senza il minimo scrupolo per i danni ambientali conseguenti e che andranno a peggiorare le condizioni di vita e di salute dei Cittadini lombardi.

In attesa dei decreti attuativi, a nostro avviso, la nostra “nuova” Amministrazione Comunale deve chiaramente prendere posizione contro questa “Nuova legge per la rigenerazione urbana”, verificando con gli altri Comuni, la possibilità di ricorrere alle norme Costituzionali che questa legge contraddice.

Inoltre, grazie agli emendamenti approvati in Aula, è stata restituita ai Comuni la possibilità di decidere la quantità delle premialità, sia per i volumi che per gli oneri: ci aspettiamo che, come per Milano, il nostro Comune decida di non applicare alcuna premialità.

“Non basta una panchina”..

panchina

 

PANCHINE ROSSE  CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE.

 PARTIAMO DAL SIMBOLO PER COSTRUIRE UN CENTRO ANTIVIOLENZA

Per la prima volta il Consiglio Comunale nella seduta del 14.11.2019 ha affrontato il tema della violenza contro le donne attraverso un ordine del giorno presentato dalla consigliera Caputo e sottoscritto da quasi tutte le forze politiche, con l’astensione della Lega.

Questo ordine del giorno è finalizzato all’installazione di Panchine Rosse  con il numero telefonico antiviolenza  1522 negli spazi di incontro quali: parchi e giardini in ogni quartiere  per sensibilizzare, richiamare l’attenzione e contrastare la violenza contro le donne.  Il progetto panchine rosse, vincitore del bando del Ministero Pari Opportunità del 2017, nasce con lo scopo di supportare attività di sensibilizzazione, prevenzione ed educazione sul tema della violenza di genere. Molti Comuni italiani hanno aderito al progetto e oggi anche il nostro.

Riconosciamo  la positività della discussione avviata e  dell’intento di dare un segnale visivo , nella speranza  che ciò rappresenti un impegno quotidiano volto ad aiutare le donne a uscire dalla violenza. Questo è per noi un primo passo ma non può essere il solo. Pensiamo che sia necessario lavorare sia su un progetto di sensibilizzazione più ampio  che, da una parte, coinvolga tutti i soggetti sociali ed educativi  e, dall’altra, lavori per il potenziamento dei sevizi  e sportelli presenti sul territorio.  In merito condividiamo l’intervento della consigliera di  “Insieme per Cambiare” che ha evidenziato “ la necessità di ampliare e creare una Rete tra i servizi  e sportelli pubblici poichè costituiscono una fonte di aiuto.”  Peccato che non sia stata inserita nell’ordine del giorno!

Anche noi di “Sinistra per Paderno Dugnano” pensiamo che sia importante potenziare e sviluppare le attività/servizi  esistenti  per progettare e realizzare un Centro Antiviolenza di servizi /interventi   integrati/coordinati, che offrano risorse concrete alle donne  per uscire da situazioni di violenza e costruire un percorso di autonomia.

A nostro avviso,  I Centri Antiviolenza, previsti dalla Legge Regionale n.11/2012,  sono la risposta più efficace per questi motivi: hanno  un ruolo giuridico e sono in grado di progettare un  percorso individuale di accompagnamento e sostegno alla donna  fino alla sistemazione in strutture di ospitalità temporanee. Particolarmente  significativa è la sua collocazione all’interno del “ Piano di Zona” di coordinamento tra Comune e  Asst  Rhodense.  Si evidenzia in merito che esiste  nell’ambito del  Consultorio Famigliare di Paderno  un’attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento alle donne che subiscono violenza. Tale attività è connessa al “Progetto HARA Rete Interistituzionale  Antiviolenza Rho-Garbagnate”, progetto realizzato nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne.

Ricordiamo che i Centri Antiviolenza  sono  finanziati (poco e male) nella fase iniziale dalla Regione Lombardia.

Questo è l’impegno che chiediamo alla nostra Amministrazione Locale: mettere servizi efficaci  a disposizione  delle donne per tutelarle e proteggerle. Così si combatte la violenza.

Difendiamo il Seveso..

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L’Associazione “Amici del Parco Nord “ ha realizzato un filmato sul Seveso che ha già avuto  grande successo di consensi .

Una iniziativa per continuare la battaglia per la bonifica del torrente Seveso e contro le vasche di laminazione. Aggiungiamo che solo così si potrà realizzare, su tutta l’asta del fiume, un Parco del Seveso che Paderno Dugnano ha già istituito sul proprio territorio.

Se entri in questo link lo potrai vedere: https://youtu.be/v3XtjpNGarU

Le 5 erre di La Forgia

Congresso a tesi, percorso sulle idee, piattaforma. Se vi sembrano espressioni superate, mettete il nome che volete. Ma non c’è soggetto senza il progetto. Il campo M5S, Pd e sinistra può essere un grande flop. Oppure una grande opportunità di scomposizione e ricomposizione. A patto che ciascun pezzo cambi radicalmente sé stesso e non abbia la presunzione di cambiare solo gli altri. Noi proponiamo 5 temi (cinque “erre”) per una svolta radicale sul lavoro e sulle vita delle persone. Partiti grandi e piccoli, sigle e siglette che vogliono ricostruire una sinistra in macerie, da che parte stanno? Questa settimana su Left

laforgia

A fianco di Legambiente

giochi

Sul sito di Legambiente di Paderno Dugnano è apparso, il 3 novembre, un comunicato  contro le provocazioni della “opposizione” di centrodestra, manifestatesi negli ultimi Consigli comunali. Nel condannare gli atteggiamenti dei consiglieri Bogani e Boffi siamo      a fianco del circolo ambientalista padernese, e per questo rilanciamo anche la loro denuncia:

” BASTA ASTIO, PROVOCAZIONE E LIVORE. LAVORIAMO TUTTI PER UNA CITTA’ MIGLIORE!

Astio, provocazione e livore. Questo è ciò che viene offerto penosamente, tristemente e ripetutamente dal centro destra padernese, costretto all’opposizione dal recente voto popolare, dopo 10 anni di governo della città. Astio, provocazione e livore nei confronti delle forze politiche avversarie, ma anche, maldestramente e confusamente, verso il Circolo padernese di Legambiente.

Uno scivolone si può perdonare, ma se ogni Consiglio Comunale diventa la tribuna pubblica in cui portare impunemente attacchi gratuiti e privi di fondamento, senza che sia consentito replicare in uguale modalità, dobbiamo dire BASTA!

Vogliamo cogliere l’occasione, però,  di fornire qualche elemento in più di conoscenza e valutazione del contesto complessivo.

La storia di impegno sociale in campo ambientale del Circolo Grugnotorto  Legambiente inizia nel 1989, promuovendo iniziative di sensibilizzazione  ed educazione ambientale rivolta prevalentemente ai giovani e alle scuole del territorio. Prosegue con la creazione e la cura dell’oasi dei Gelsi nel 1999, nella quale sono state messe a dimora circa 20.000 piante, il recupero di Viale Bagatti (in quegli anni ridotto a discarica) e altro ancora.

L’avvento dell’Amministrazione di centro destra nel 2009 pone fine a quel periodo intenso e virtuoso.

Non è mai cessato però l’impegno del Circolo in termini di divulgazione delle tematiche ambientali con particolare riferimento all’attività di educazione ambientale svolta con le scuole. Mai una volta, però, per questo impegno concreto è stata spesa una riga nel progetto PIANO DI DIRITTO ALLO STUDIO.  Mai una volta dal 2009 al 2018!

La ricomparsa del nome Legambiente nel Piano di diritto allo studio 2019/2020 con riferimento al tema delle acque inquinate del Seveso   e all’importanza della api , ha sollevato immediatamente allarme, manifestato nel Consiglio comunale del 26 settembre, ad opera di vari esponenti del centro destra.

Nello stesso Consiglio Comunale sono iniziati gli attacchi a Legambiente ad opera dell’ex facente funzioni Bogani che con riferimento all’impacchettamento   di uno scivolo e di due cavallini  presenti al Gadames,  ha accusato il Circolo Legambiente di aver privato i bambini dei loro giochi. Gli articoli su questo argomento, pubblicati sul sito https://legambientepadernodugnano.wordpress.com documentano puntualmente la reale situazione di pericolo  esistente e la improrogabile necessità di intervenire.  Se quei giochi non fossero stati pericolosi, perché sono stati rimossi poche ore dopo la nostra azione di” messa in sicurezza”? A questa domanda cruciale non è mai stata data una risposta. Ridicolo e penoso quindi continuare a blaterare dai banchi del Consiglio comunale. Uno scivolone, si diceva. Pazienza. E invece no.

Altro Consiglio Comunale, quello del 30 ottobre e ci risiamo. Questa volta è il turno dell’ex assessore Boffi, che prendendo spunto dall’argomento “cura dei parchi”, inserito tra le azioni programmatiche della nuova Amministrazione, torna all’attacco rinfacciando a Legambiente di non aver fatto la stessa azione del Gadames in un non meglio identificato parco sotto casa di qualcuno in via Battisti, in cui alcuni giochi sarebbero stati vandalizzati. Non sappiamo se si riferisce a recenti imbrattamenti con vernice spray, ma le condizioni di usura dei giochi del parco Ardeatine e in minor misura quello di Via Montessori/Battiti, era già nota e documentata. Ma anziché chiedere provocatoriamente a Legambiente perché non ha proceduto ad un nuovo impacchettamento, l’ex assessore Boffi dovrebbe spiegare pubblicamente perché le forze politiche, di cui lui faceva e tuttora fa parte, che hanno governato la città negli ultimi 10 anni, non sono mai intervenute a sanare le situazioni che lo richiedevano con urgenza.

Forse, però, non è stato solo l’impacchettamento del Gadames ad aver innervosito Bogani & C. .

Che siano state le scelte del Circolo Legambiente di schierarsi, al pari di altre associazioni e forze politiche, contro operazioni urbanistiche sbagliate, fatte dalla passata Amministrazione?

Ricordiamo allora che la difesa delle aree verdi e dei parchi ( RE3 – la costruzione di 52 appartamenti nel parco naturale  di Via Dalla Chiesa), la preoccupazione per l’inquinamento del suolo ( RE11 area ex Scaltrini), la difesa degli ultimi varchi ecologici rimasti (PR1-previsione di costruzione nel varco 16 A di capannoni industriali e del nuovo centro commerciale di Bollate), la difesa del suolo  contro l’impermeabilizzazione dello stesso ( AT3 -costruzione già avvenuta di capannone industriale adiacente alla ex Metalli Preziosi), le modalità di recupero  delle aree dismesse   e altre situazioni di questo tenore, sono temi che sono presenti nel  DNA di Legambiente e ai quali verrà prestata la massima attenzione, sempre, a prescindere dai soggetti che hanno fatto o  che faranno le scelte politiche.

Il centro destra padernese dovrebbe utilizzare più correttamente il Consiglio Comunale e se proprio non resiste alla tentazione di attaccarci, lo invitiamo a farlo in un incontro pubblico in cui sia consentito anche a noi di replicare.

Circolo Grugnotorto Legambiente “