Un primo bilancio

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Il 16 dicembre 2019 la coalizione “per Giuranna Sindaco” si è ritrovata per un brindisi e per una prima sommaria valutazione del lavoro fatto dalla nuova giunta.

Difficile, obiettivamente, fare una valutazione compiuta dei primi passi di una maggioranza che ha già avuto il merito di mandare a casa la Lega di Bogani alleata alla Forza Italia di Alparone.

Giudizi leggeri, consapevolezza delle difficoltà e delle nuove prove da affrontare ma anche qualche fondata insoddisfazione. Non solo per le conferme di continuità fatte da Casati (dirigenza, segreteria, pubbliche relazioni, vicesindaco..) ma soprattutto per le occasioni mancate di rinnovamento.

Ci si aspettava una qualche presa di posizione sul RE3, che non è arrivata né dalla giunta e neppure dal Consiglio. Ci si aspettava qualche novità sulla partecipazione e invece il bilancio, annuale e triennale, è stato approvato solo dal palazzo di via Grandi. Nessuna consultazione dei cittadini. Gli aspetti più criticati sono stati il silenzio sul tema dell’urbanistica (cosa si sta facendo?) e la mancata informazione sui destini del Palazzo della sanità.

Quello che politicamente risulta più grave sono però le due scelte mancate dalla nuova amministrazione: il silenzio sul tema della rigenerazione urbana e la mancata esenzione per i redditi più bassi dal pagamento dell’addizionale Irpef. Due scelte sulle quali invece il sindaco di Milano Sala si è comportato molto diversamente dal nostro sindaco.

La legge regionale sulla rigenerazione urbana, contrastata dal PD, è stata subito criticata dall’Assessore Maran che ne ha contestato l’impostazione liberista:”un anno si liberalizzano i sottotetti, l’anno dopo i seminterrati e ora si regala il 20% di volumetrie ai proprietari, senza alcun vincolo di progetto…”. Ripetiamo la domanda: a Paderno cosa si intende fare?

Infine sull’addizionale Irpef si era chiesto, da più parti, una fascia esente (10.000/15.000 €.) per i redditi più bassi ma la giunta comunale non l’ha ritenuta una richiesta accettabile. Sala invece ha esentato i redditi più bassi fino a 23.000 €. Bene, bravo Sala.

E’ forse presto per dare un giudizio esauriente della nuova esperienza amministrativa, ma è certo che le premesse non sono soddisfacenti.

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