Con Patrick George Zaki

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Da Huffington Post del 11.2.2020

Stavolta andrà tutto bene”. Giulio Regeni rassicura Zaki, abbracciandolo. Nell’opera dell’artista Laika, il giovane dottorando dell’università di Cambridge, ucciso all’inizio del 2016, rassicura Patrick George Zaki, ricercatore dell’Alma Mater di Bologna, noto per il suo impegno nel campo dei diritti umani e LGBT, arrestato venerdì scorso mentre si trovava in Egitto e, stando a quanto riferito dal suo avvocato, sottoposto a torture da parte della polizia egiziana.

Il murales è apparso la scorsa notte a Roma in via Salaria, sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dell’Ambasciata d’Egitto. Davanti alle due figure campeggia la parola “Libertà” scritta in lingua araba.

“‘Stavolta andrà tutto bene’ ha un doppio significato”, dice Laika. “Serve a rassicurare Patrick, ma soprattutto a mettere davanti alle proprie responsabilità il governo egiziano e la comunità internazionale. Non si può permettere che quanto accaduto a Giulio Regeni e a troppi altri, avvenga di nuovo. Stavolta deve andare tutto bene. Mi auguro che questa vicenda vada a finire bene e che Zaki venga liberato il prima possibile. Spero anche che, pur non essendo un cittadino italiano, il nostro paese possa vigilare su quanto sta accadendo. Vorrei che questo mio piccolo gesto fosse da stimolo ai media per accendere ancora di più i riflettori sulla vicenda di Zaki”

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