Il partigiano Gildo ci ha lasciato

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Esprimiamo il dolore e il rammarico per la perdita del Presidente dell’ANPI di Paderno Dugnano. Il Partigiano, amico e compagno Gildo Negri.

Sinistra per Paderno Dugnano vorrà onorarlo in un momento di riflessione che ci potrà aiutare  a capire meglio quanto oggi abbiamo perduto come comunità militante e come Città di Paderno Dugnano a cui Gildo a dedicato la sua vita di comunista.

Di seguito il comunicato stampa dell’ANPI :

Stanotte, quando mancava pochissimo alla fine del 25 aprile, una giornata vissuta intensamente nonostante questo periodo di emergenza “coronavirus”, ci ha lasciato il nostro Presidente Gildo Negri. Non avremmo mai voluto scrivere di questo, era sempre presente, sempre attivo, sempre disponibile, sempre critico ma propositivo. Quando muore un partigiano muore una parte di noi, ma quando muore il 25 aprile ci lascia ancor di più la sua eredità, il suo testimone.
Gildo ti sei preso cura di noi e noi di te fino alla fine! Grazie per tutta la tua intelligenza, grazie per la tua cultura, grazie per quanto hai fatto per la tua città. Paderno Dugnano ti è riconoscente e non appena sarà possibile faremo tutto quanto hai chiesto prima di ammalarti. Ci sentiamo tutti un pò più soli, come se improvvisamente non avessimo più qualcuno che potesse farci vivere una parte di storia, raccontarcela, farcela sentire ancora, come se fossimo stati li, questo eri tu e sappi che non dimenticheremo nulla. Ciao Presidente e ovunque tu sia continua la tua battaglia noi siamo con te! RIP!

 

Riflettori sulle RSA padernesi !

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Adesso si accendono i riflettori sulle due case di riposo di Paderno Dugnano. Quindi è stato utile che Sinistra per Paderno Dugnano abbia chiesto formalmente qual’era la situazione dei contagiati dentro le due RSA? Si, visto che anche l’Amministrazione Comunale, con un successivo comunicato stampa, ha reso pubblico le domande che molti cittadini si stavano facendo. Sopra l’articolo di oggi del settimanale Il Notiziario parla delle RSA padernesi.

Vengono in mente altre domande che molti si staranno facendo.

La prima è: sono state date tutte le informazioni a quanti le hanno chieste? Ai lavoratori addetti alla cura, agli ospiti, ai parenti degli ospiti, ai giornalisti e anche alle forze politiche che si stanno interrogando (come tutti)?

La seconda è quella che si sono fatti anche i 100 sindaci che hanno scritto a Gallera e al direttore della ATS Metropolitana: ma chi deve affrontare questa emergenza è messo nelle condizioni  (risorse,personale , DPI…)di  farlo?

La terza è: come mai ci sono solo 8 USCA  Unità Speciali di Continuità Assistenziale invece delle 64 che Regione Lombardia deve attivare per affrontare questa emergenza sanitaria?

 

 

RSA padernesi, eppur si muove

Dopo la richiesta formale di Sinistra per Paderno Dugnano registriamo  comunicato stampa dell’Amministrazione comunale riguardante le due RSA padernesi: Il Ricovero Uboldi e la RSA Bernardelli. Questo il primo commento della Lista Sinistra per Paderno Dugnano:

“L’iniziativa intrapresa dall’Amministrazione per rendere più trasparente e più documentato l’impatto del Covid sulla nostra città è in sintonia con le preoccupazioni e le riflessioni avanzate dai Sindacati locali e dal documento promosso da “Sinistra per Paderno Dugnano”. L’obiettivo è garantire il diritto alla salute dei nostri concittadini e non lasciare zone d’ombra nella conduzione delle misure intraprese anche da organi sanitari e amministrativi superiori.

Ora attendiamo i dati e raccogliamo informazioni, che siano utili al contenimento del virus e alla implementazione di una nuova fase di ripresa delle attività sociali e lavorative, ma che non sia una semplice ripartenza.”

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Domande sulla situazione a Paderno

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Stamane Marco Coloretti, portavoce della Lista Sinistra per Paderno Dugnano, ha inviato una lettera al Sindaco e all’Amministrazione comunale circa la situazione del contagio a Paderno Dugnano. In particolare c’è preoccupazione anche per i degenti delle due case di  riposo. Prima di avere sorprese, come sta accadendo in tutta la Regione Lombardia, sarebbe  utile una informazione puntuale. Ecco il testo della lettera:

“In relazione anche da quanto pubblicato dalla stampa locale (“A Paderno la curva dei contagi è più ripida” – Il Notiziario, 10/4/2020), e preoccupati per una risalita dei contagi accertati nella provincia di Milano, siamo a chiedere, oltre ai puntuali dati giornalieri sull’andamento del coronavirus, una panoramica più dettagliata del fenomeno, accompagnata anche da una riflessione che possa essere utile alla prevenzione del contagio.

I primi dati di raffronto pubblicati (marzo 2020, +16 morti rispetto ai due anni precedenti – ma forse andrebbe utilizzato un riferimento statistico più adeguato – l’indice di mortalità medio degli ultimi 5 anni nello stesso mese – per vederne l’incidenza , come apparso sul precedente numero del “Notiziario” con dati riferiti a comuni vicini di particolare preoccupazione – Bresso, da 19,4 decessi medi a 51, Cormano da 15,6 a 26) associati alla età dei decessi – distribuiti sopra i 70 anni – inducono qualche riflessione complessiva.

Oltre allo straordinario sforzo in atto del Sindaco e dell’amministrazione, oltre al lodevole supporto delle associazioni e dei volontari, qual è il livello di controllo sul territorio per contenere al minimo le uscite di casa dei cittadini? Il pattugliamento del territorio e i controlli sugli spostamenti che dati hanno riportato in termini di violazione dei protocolli vigenti?

Per quanto riguarda le attività produttive, c’è in atto una mappatura di chi opera sul territorio, tale da garantire le limitazioni imposte dai decreti? Le condizioni di lavoro per chi è preposto al servizio rispettano le norme di sicurezza richieste per tutti i lavoratori? E’ comprensibile che l’azione di una singola amministrazione possa trovare difficoltà a monitorare l’insieme con le sole proprie forze, per questo chiediamo se è attiva una collaborazione con terzi (Prefettura, forza dell’ordine, organizzazioni d’impresa e sindacali) che punti al mantenimento della regolarità lavorativa.

Naturalmente, anche l’organizzazione interna dell’Ente deve rispondere ai precetti normativi: si sono riscontrate criticità in tal senso?

Un’altra grande preoccupazione è legata all’andamento del contagio nelle nostre due RSA presenti sul territorio di Paderno Dugnano, sia in relazione ai ricoverati sia in relazione al personale medico-infermieristico e di supporto presenti nelle strutture di cura.

Ci sono dati dettagliati sul numero dei decessi registrati per causa virale nelle nostre RSA? Sul numero dei contagiati? Sulle procedure di controllo intraprese perché vi fosse il contenimento del contagio, sia verso i pazienti che verso il personale? Si è potuto evitare almeno qui quello che purtroppo è successo in altre strutture analoghe milanesi, con l’invio di malati nelle RSA, quando invece andava previsto il ricovero presso gli ospedali di anziani residenti qui che altrimenti non avrebbero potuto avere le cure adeguate?

Sono interrogativi che purtroppo sorgono alla luce di episodi di cronaca che si stanno trasformando a macchia d’olio in inchieste giornalistiche, alcune già con risvolti giudiziari importanti. C’è una forte preoccupazione diffusa, e un allarme che proviene proprio da medici e infermieri operanti nelle RSA, la cui attenzione va raccolta ancor più adesso che non esitiamo a riconoscere nel loro lavoro uno spirito di abnegazione professionale e di sacrificio personale degno di particolare menzione.

Per questo e tanti altri motivi abbiamo trovato fuori luogo se non ributtante la pagina pubblicitaria apparsa sui principali quotidiani nazionali sabato 11/04/2020 in cui Regione Lombardia vantava di aver salvato 28.244 vite, esaltando un sistema sanitario privatistico (ben tre associazioni accanto al logo della Regione) che è stato e rimane al centro di una valutazione di tutt’altro segno, avendo negli anni frantumato l’ ossatura della sanità pubblica regionale, lottizzato le nomine delle ATS con logiche puramente di interesse sfociate anche in speculazione ai danni dei cittadini, aver impoverito sui territori i presidi medici e i servizi sociosanitari di pubblico utilizzo. Pensiamo si debba esprimere a gran voce il nostro dissenso, come forze politiche e come amministratori della città.

Ringraziandovi sia per l’attenzione che per tutto il lavoro profuso in risposta all’emergenza in atto, e di cui vi siamo riconoscenti, vi auguriamo buon lavoro e tanta buona salute.”