Domande sulla situazione a Paderno

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Stamane Marco Coloretti, portavoce della Lista Sinistra per Paderno Dugnano, ha inviato una lettera al Sindaco e all’Amministrazione comunale circa la situazione del contagio a Paderno Dugnano. In particolare c’è preoccupazione anche per i degenti delle due case di  riposo. Prima di avere sorprese, come sta accadendo in tutta la Regione Lombardia, sarebbe  utile una informazione puntuale. Ecco il testo della lettera:

“In relazione anche da quanto pubblicato dalla stampa locale (“A Paderno la curva dei contagi è più ripida” – Il Notiziario, 10/4/2020), e preoccupati per una risalita dei contagi accertati nella provincia di Milano, siamo a chiedere, oltre ai puntuali dati giornalieri sull’andamento del coronavirus, una panoramica più dettagliata del fenomeno, accompagnata anche da una riflessione che possa essere utile alla prevenzione del contagio.

I primi dati di raffronto pubblicati (marzo 2020, +16 morti rispetto ai due anni precedenti – ma forse andrebbe utilizzato un riferimento statistico più adeguato – l’indice di mortalità medio degli ultimi 5 anni nello stesso mese – per vederne l’incidenza , come apparso sul precedente numero del “Notiziario” con dati riferiti a comuni vicini di particolare preoccupazione – Bresso, da 19,4 decessi medi a 51, Cormano da 15,6 a 26) associati alla età dei decessi – distribuiti sopra i 70 anni – inducono qualche riflessione complessiva.

Oltre allo straordinario sforzo in atto del Sindaco e dell’amministrazione, oltre al lodevole supporto delle associazioni e dei volontari, qual è il livello di controllo sul territorio per contenere al minimo le uscite di casa dei cittadini? Il pattugliamento del territorio e i controlli sugli spostamenti che dati hanno riportato in termini di violazione dei protocolli vigenti?

Per quanto riguarda le attività produttive, c’è in atto una mappatura di chi opera sul territorio, tale da garantire le limitazioni imposte dai decreti? Le condizioni di lavoro per chi è preposto al servizio rispettano le norme di sicurezza richieste per tutti i lavoratori? E’ comprensibile che l’azione di una singola amministrazione possa trovare difficoltà a monitorare l’insieme con le sole proprie forze, per questo chiediamo se è attiva una collaborazione con terzi (Prefettura, forza dell’ordine, organizzazioni d’impresa e sindacali) che punti al mantenimento della regolarità lavorativa.

Naturalmente, anche l’organizzazione interna dell’Ente deve rispondere ai precetti normativi: si sono riscontrate criticità in tal senso?

Un’altra grande preoccupazione è legata all’andamento del contagio nelle nostre due RSA presenti sul territorio di Paderno Dugnano, sia in relazione ai ricoverati sia in relazione al personale medico-infermieristico e di supporto presenti nelle strutture di cura.

Ci sono dati dettagliati sul numero dei decessi registrati per causa virale nelle nostre RSA? Sul numero dei contagiati? Sulle procedure di controllo intraprese perché vi fosse il contenimento del contagio, sia verso i pazienti che verso il personale? Si è potuto evitare almeno qui quello che purtroppo è successo in altre strutture analoghe milanesi, con l’invio di malati nelle RSA, quando invece andava previsto il ricovero presso gli ospedali di anziani residenti qui che altrimenti non avrebbero potuto avere le cure adeguate?

Sono interrogativi che purtroppo sorgono alla luce di episodi di cronaca che si stanno trasformando a macchia d’olio in inchieste giornalistiche, alcune già con risvolti giudiziari importanti. C’è una forte preoccupazione diffusa, e un allarme che proviene proprio da medici e infermieri operanti nelle RSA, la cui attenzione va raccolta ancor più adesso che non esitiamo a riconoscere nel loro lavoro uno spirito di abnegazione professionale e di sacrificio personale degno di particolare menzione.

Per questo e tanti altri motivi abbiamo trovato fuori luogo se non ributtante la pagina pubblicitaria apparsa sui principali quotidiani nazionali sabato 11/04/2020 in cui Regione Lombardia vantava di aver salvato 28.244 vite, esaltando un sistema sanitario privatistico (ben tre associazioni accanto al logo della Regione) che è stato e rimane al centro di una valutazione di tutt’altro segno, avendo negli anni frantumato l’ ossatura della sanità pubblica regionale, lottizzato le nomine delle ATS con logiche puramente di interesse sfociate anche in speculazione ai danni dei cittadini, aver impoverito sui territori i presidi medici e i servizi sociosanitari di pubblico utilizzo. Pensiamo si debba esprimere a gran voce il nostro dissenso, come forze politiche e come amministratori della città.

Ringraziandovi sia per l’attenzione che per tutto il lavoro profuso in risposta all’emergenza in atto, e di cui vi siamo riconoscenti, vi auguriamo buon lavoro e tanta buona salute.”

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