Commissariare Regione Lombardia

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Ricevo dal Senatore Francesco La Forgia, del gruppo di Leu, la seguente comunicazione:

“Con un’interrogazione sottoscritta da me e dalla Senatrice De Petris, abbiamo chiesto al Presidente Conte la nomina di un commissario ad acta in Lombardia.
Troppi contagi, troppe vittime, troppe storture nella governance del sistema sanitario regionale mi hanno convinto a raccogliere l’appello lanciato dalla rete  
Milano 2030 nel chiedere un aiuto per la Lombardia. La giunta Fontana ha affrontato tutta la fase di emergenza con sciatteria e pressappochismo, facendo sì che in Lombardia morisse e si contagiasse più gente rispetto alle altre regioni. A causa della mancanza di un coordinamento fra rete ospedaliera e territorio, a farne le spese sono stati i malati, seguiti poco e male nelle loro abitazioni, e la sostituzione del pubblico con il privato ha depauperato i presidi sanitari locali, che non sono stati messi nelle condizioni di operare come sarebbe stato opportuno. Di questo, chi ha amministrato, dovrà renderne conto.

Di seguito la mia interrogazione:

Al Presidente del Consiglio dei Ministri – Premesso che:

Milano 2030 è una rete di associazioni, partiti e movimenti politici che ha lanciato sulla piattaforma change.org una petizione dal titolo “COMMISSARIARE LA SANITA’ LOMBARDA: VA FATTO ORA” con il seguente testo: “Milano 2030 denuncia le scelte della Giunta lombarda, causa del gravissimo impatto del Covid19 in Lombardia, e chiede la nomina di un commissario ad acta per la sanità regionale. La frammentazione dell’assistenza territoriale, la decisione di trasferire i malati di Covid19 nelle RSA, lo scarso coinvolgimento della sanità privata lasciata libera di scegliere se e come collaborare, le cifre, esigue ai limiti del ridicolo, del bilancio regionale destinate alla gestione dell’emergenza, fanno della Lombardia l’area del mondo con il più alto tasso di casi e di decessi, con un prezzo gravissimo per il personale sanitario, i medici di base e gli ospiti delle residenze assistite. Sono necessari provvedimenti immediati, che Milano 2030 propone in una lettera aperta scritta ai gruppi di opposizione del Consiglio Regionale per una unità di azione. In particolare, la protratta insipienza e inattività della Giunta regionale configura – secondo Milano 2030 – quel pericolo grave che giustifica la nomina senza indugio in Regione Lombardia di un commissario ad acta.

Il modello lombardo di sanità, con il progressivo smantellamento della sanità pubblica, padre degli errori commessi, è stato consentito tra le altre cose dalla regionalizzazione della sanità, causa principale delle difficoltà di coordinamento che hanno ostacolato la tempestiva gestione dell’emergenza. Milano 2030 chiede che questa crisi sia l’occasione anche per l’abbandono di qualunque proposta di regionalismo differenziato e auspica il ritorno ad una sanità uguale per tutti i cittadini, fondata su obiettivi di salute e non sul mercato e la concorrenza” ed ha raccolto oltre 77 mila adesioni;

In un dossier successivo, la rete Milano2030, ha segnalato come “Le conseguenze dell’impatto della pandemia sulla popolazione in Lombardia sono state devastanti. Dal 21 Febbraio, quando è stato individuato il primo paziente con Covid, fino al 1° Maggio, i casi ufficialmente diagnosticati in Lombardia sono stati 77.002, cioè il 36,8% del totale” nazionale, rispetto a una popolazione che è il 16,7% di quella italiana. I morti sono stati 14.189, con un tasso di mortalità cumulativo su 100.000 abitanti del 141,4. Le regioni limitrofe dell’Italia settentrionale hanno registrato tassi assai inferiori: Emilia-Romagna 81,4, Liguria 77,1, Piemonte 71,8, Veneto 30,6, Friuli Venezia Giulia 24,3. La letalità del Covid in Lombardia rispetto ai contagiati è stata il doppio della media nazionale e tre volte quella del Veneto. Il tasso standardizzato di mortalità per Covid rispetto alla popolazione italiana è di 2,45. L’ISTAT ha anche segnalato in Lombardia un rilevante eccesso di mortalità rilevata rispetto alla mortalità attesa, indipendentemente dalle cause, che fa pensare come la mortalità attribuita al Covid sia sottostimata”;

E’ acclarato che il virus abba colpito prevalentemente le persone di oltre 60 anni ed in Lombardia oltre il 95% dei decessi sono collocabili in quella fascia di età, e circa il 50% dei decessi è avvenuto nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e- continua il dossier – “In Lombardia ci sono 694 RSA, con circa 64.000 posti letto. Per il 91% sono private accreditate, con una quota residuale di proprietà pubblica”;In Italia finora sono stati infettati 21.338 operatori sanitari, ma – denuncia la rete Milano2030 “non si sa quanti in Lombardia. Sono deceduti per Covid 154 medici, di cui ben 120 in Lombardia (89 medici di medicina generale e 31 che lavoravano nei servizi ospedalieri e territoriali). L’INAIL fino al 21 aprile ha ricevuto 20.660 denunce di infortunio per Covid riguardanti operatori sanitari, di cui più del 35% dalla Lombardia e le gravi carenze e i ritardi nel dotare il personale di dispositivi individuali di protezione sono stati ripetutamente segnalati fin dal 16 marzo dalla Federazione dei Medici di medicina generale, successivamente dalla Federazione degli Ordini dei Medici della Lombardia e da CGIL, CISL e UIL”;

Appare del tutto evidente, a parere dell’interrogante, che la Regione Lombardia si sia fatta trovare decisamente impreparata dinnanzi all’avanzata della pandemia e dei contagi, soprattutto nella fase della prevenzione, ed a tal proposito si segnala come La Regione Lombardia disponga di una risorsa storica molto importante che consiste in una rete di Laboratori di Prevenzione delle ATS, presenti in tutti i capoluoghi di provincia;

Vale la pena ricordare come questi laboratori, in passato, abbiano gestito le risposte alle fasi epidemiche della SARS e dell’HIV, evidenziando una notevole capacità professionale delle figure dirigenziali e tecnico/amministrative, impiegate in queste strutture, ma la L.R. 23/2015, ha prodotto un pesante ridimensionamento delle strutture di prevenzione sul territorio sia come personale che come risorse;

Nonostante i tagli perpetuati dalla Regione, questi laboratori – inutilizzati ad esempio per i tamponi che devono garantire la sicurezza nel rientro delle persone nei luoghi di lavoro- dispongono ancora di professionalità estremamente utili e della strumentazioni necessarie per contribuire efficacemente alle sempre maggiori esigenze diagnostiche ed a tal proposito di segnala come comprendano, a tutt’oggi,  sezioni di immunologia ,virologia e biologia molecolare ed il risultato è che divengono nuovamente necessarie delle convenzioni contratture privare a costi elevati per eseguire i tamponi;

Fra le gravi carenze dimostrate dalla Regione, se ne segnala una in particolare, è cioè la non istituzione di un sistema di sorveglianza epidemiologica a cui è seguita un’ulteriore negligenza, ovvero la scelta di non raccogliere dati sulla distribuzione e le caratteristiche dell’epidemia e la risposta del sistema sanitario, infine è risultata particolarmente disastrosa la scelta di lasciare aperto l’ospedale di Alzano Lombardo e di evitare di istituire una zona rossa nei comuni della Val Seriana, come era stato chiesto dall’Istituto Superiore di Sanità;

Considerato che:

Nella Regione Lombardia è totalmente saltata la fase della presa in carico del paziente dovuta ad uno smantellamento della sanità territoriale pubblica, palesando una totale mancanza di collegamento tra ospedale e territorio dei medici di medicina generale, carenti di mezzi e non sostenuti dalle ATS e dalle ASST, che non hanno svolto un ruolo efficace di coordinamento;

Altrettanto grave è risultata la mancanza di degenze di comunità a bassa intensità e assistenza domiciliare in grado di fornire interventi sanitari e supporto sociale;

I Presidi Ospedalieri Territoriali e i Presidi Socio-Sanitari Territoriali sono risultati pochi, dispersi e male organizzati e la povertà dei servizi di prevenzione, in termini di risorse umane, economiche, strutturali e tecnologiche, maturata da una politica di desertificazione in atto da decenni, ha impedito che questi facessero da argine all’epidemia;

Per sapere:

Se il Presidente del Consiglio dei Ministri abbia intenzione di dare corso all’attivazione del potere sostitutivo rispetto alla gestione dell’emergenza sanitaria della Regione Lombardia, ai sensi dell’art. 8 della legge 131 del 5.6.2003 riguardante l’attuazione dell’art. 120 della Costituzione

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