Speranza e il vaccino

 

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Speranza: grazie al patto sul vaccino vinceremo il virus. No al rimpasto

di Monica Guerzoni, 14 Giugno 2020, Pubblicato su Il Corriere della Sera

” Per un ministro della Salute che da mesi ripete «questa guerra si vince solo con il vaccino», il debutto degli Stati generali non poteva andare meglio. «Sono felice, una vera soddisfazione», risponde Roberto Speranza, ancora emozionato per l’applauso di Villa Pamphilj: «Una giornata importante. L’accordo con una delle aziende farmaceutiche più grandi del mondo, che ha il vaccino più promettente, è il frutto di un lavoro duro, molto serio».

Che valore ha l’alleanza con Francia, Germania e Olanda?

«Con questa firma l’Italia è in prima fila nella grande sfida mondiale per la ricerca del vaccino, esce a testa alta dalla drammatica esperienza di questi mesi e pianifica il proprio futuro. Von der Leyen, Michel, Sassoli e Gentiloni ci hanno riconosciuto di aver indicato la strada. È il riscatto di un Paese che è stato colpito duramente per primo e che adesso si vuole rialzare. Un pezzo significativo del processo produttivo si realizzerà da noi, grazie a due importanti realtà di Pomezia e Anagni».

Quando avrete le prime dosi per gli italiani?

«Abbiamo fatto un accordo per 400 milioni di dosi, di cui i primi 6o milioni saranno disponibili a partire dall’autunno. L’Italia è nel gruppo di testa, fra i Paesi che devono gestire il vaccino».

Con quale logica?

«Abbiamo bloccato un numero molto alto di dosi per poterle condividere con gli altri Paesi europei. Il vaccino è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi. Abbiamo fatto un passo importante per assicurare che la Ue non resti schiacciata tra i giganti Cina e Usa, che giocano una partita epocale».

E i costi?

«Il vaccino lo paga lo Stato, verrà distribuito gratis a cominciare dalle classi più a rischio. Stiamo parlando del vaccino più avanti di tutti, la cui sperimentazione sull’uomo è partita ad aprile. Ma il mio atteggiamento resta quello della prudenza. La svolta vera ci sarà quando l’Agenzia europea per i medicinali darà il via libera».

Gli Stati generali sono una passerella per Conte?

«No, nella maniera più assoluta. Penso siano una occasione straordinaria di confronto, che ci darà una spinta vera per la ripartenza. Ho percepito la sintonia tra la nostra volontà radicale di cambiamento e gli interventi dei presidenti di una Europa che non aveva mai fatto un passo avanti così grande, in termini di politiche economiche espansive e nuovi investimenti».

È sicuro che questo governo e questo premier saranno all’altezza di una sfida così impegnativa?

«Sì, ne sono sicuro e nella prima giornata di lavori ne ho avuto la conferma. Questo governo ha tutte le energie e le forze per poter interpretare la fase di ricostruzione a cui siamo chiamati dopo aver gestito quattro mesi durissimi. Ora la sfida vera è trasformare una crisi così profonda in opportunità di ripartenza».

Il Pd chiede a Conte uno scatto di reni. Da capo delegazione di LeU, crede che il rimpasto potrebbe rilanciare la squadra?

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8 giugno: sciopera la Scuola

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Per riaprire le scuole in sicurezza ancora nessun piano operativo. Confermate tutte le ragioni per scioperare l’8 giugno. di seguito il comunicato stampa unitario  diffuso dalle organizzazioni sindacali di categoria.

Comunicato unitario FLC CGIL, CISL FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams.

“Riunione inconcludente quella di ieri, 4 giugno, voluta dalla ministra Azzolina con la presenza del Presidente del Consiglio. Un incontro che ha messo in evidenza la sostanziale inconsistenza dell’azione di governo sulla scuola; ad oggi non si va oltre alle generiche intenzioni di tornare alle attività in presenza, ma senza alcun progetto definito e concretamente praticabile. Certamente non poteva scaturire dalla conferenza di ieri, che ha visto oltre cinquanta partecipanti, espressione variamente articolata di rappresentanze del mondo civile e della scuola.

Salvo che per un salutare richiamo alla realtà rivolto in modo pressante da Regioni, Province e Comuni, non sono emerse idee risolutive rispetto al lungo elenco di problemi ancora una volta prodotto.

Oltre alle indicazioni fornite dal CTS della Protezione Civile e da osservare per riaprire in sicurezza le scuole a settembre, è parsa da tutti condivisa la convinzione che la Didattica a distanza non possa considerarsi sostitutiva di un modello di scuola il cui fondamento è rappresentato anche dal diretto rapporto che si sviluppa in una situazione di diretta presenza.

I Sindacati, presenti anche con i rispettivi vertici confederali, hanno rivendicato l’urgenza di un piano operativo, di cui non vi è al momento alcuna traccia.

Non si può rimanere nella sostanza fermi, in attesa che l’abbassarsi della curva epidemiologica ci riconsegni ad una normalità, come è sembrato di cogliere nelle parole della ministra, che ripropone lo stesso atteggiamento assunto anche in momenti precedenti, nei quali si sono seguite le consuete prassi amministrative, prescindendo dal carattere di straordinarietà determinato dalla pandemia.

Un sistema già sovraccarico di elementi burocratici che ne minano l’efficienza, ha oggi più che mai bisogno di liberarsene, e ciò richiede un provvedimento legislativo organico per consentire la riapertura in sicurezza a settembre, che tutti assumono a parole come obiettivo, ma che va perseguito rapidamente nei fatti.

È questa la ragione fondamentale tra quelle che hanno indotto tutti i sindacati della scuola a proclamare uno sciopero non etichettabile come corporativo, tanto che lo stesso Premier, proprio nell’incontro di ieri, ha affermato di condividerne gli obiettivi.

Lunedì 8 giugno lavoratrici e lavoratori sosterranno con forza queste ragioni con uno sciopero che comporta l’astensione da tutte le attività individuali e collettive: sciopereranno per chiedere che sia possibile un ritorno a settembre alle attività in presenza, che si diano per questo alla scuola risorse e personale stabile, ricordando che saranno docenti, amministrativi, dirigenti, tecnici e collaboratori i soggetti su cui ricadrà direttamente l’onere di far ripartire la scuola e di farla funzionare al meglio.

Il mondo del lavoro della scuola ha già dimostrato di saperlo fare, gestendo con competenza, generosità e professionalità una fase di inedita emergenza. Ora tocca alla politica mostrarsi all’altezza con la capacità di dare risposte efficaci e immediate, assumendosi fino in fondo le proprie responsabilità di fronte alla scuola e al Paese.”