Le proposte di Leu per il Recovery

Maria Cecilia Guerra, Loredana De Petris, Federico Fornaro e Giuseppe De Cristofaro di LeU arrivano a palazzo Chigi per il vertice della delegazione di LeU con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Recovery Plan, Roma, 22 dicembre 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

Recovery: da Leu proposte a Conte, più fondi alla Sanità. ‘Un errore grave, da correggere’, scrivono i presidenti dei gruppi di Camera e Senato

“Abbiamo presentato al presidente del Consiglio le osservazioni e le proposte di Liberi e Uguali per il Recovery Plan italiano. Nel documento abbiamo ritenuto fondamentale riaffermare che i fondi destinati alla Sanità, pari ad appena 9 mld, sono largamente insufficienti, anche tenendo conto di alcuni programmi trasversali”.

Lo affermano i presidenti dei gruppi Parlamentari di LeU Loredana De Petris e Federico Fornaro.

“Il Servizio sanitario nazionale – spiegano Fornaro e De Petris – ha per noi un’importanza strategica decisiva. E’ quindi necessario l’investimento di ben più ampie risorse soprattutto sul fronte dell’assistenza di prossimità e della medicina territoriale. Salute, quindi, ma anche ambiente, infrastrutture sociali, istruzione e ricerca, mobilità sostenibile e mezzogiorno gli assi portanti delle nostre priorità”.

“L’intero impianto del programma Next Generation Eu – proseguono i due capigruppo – lega la crisi sociale e quella ecologica. E’ dunque necessario abbandonare l’impostazione micro progettuale per adottare una visione complessiva, quella che papa Francesco ha definito ‘Ecologia integrale’, rifiutando quindi qualsiasi operazione di greenwashing e di dispersione delle risorse in microprogetti”.

“Nel documento oltre ad aver segnalato l’inadeguatezza di alcuni dei progetti proposti, chiediamo la revisione, non più rinviabile, degli obiettivi del PNIEC, investimenti massicci in idrogeno verde e non blu, impegno a un uso solo residuale del gas come risorsa energetica. Sono urgenti poi maggiori investimenti nella forestazione urbana e nell’economia circolare, nonché la transizione energetica dell’edilizia residenziale pubblica per consentire una maggiore equità sociale. Gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica e ambientale necessitano altresì di investimenti per agricoltura e mobilità sostenibili, proseguono i capigruppo di LeU”.

“Riteniamo un errore grave e da correggere – aggiungono – il non aver considerato le infrastrutture sociali come asse strategico. Si tratta infatti di un intervento decisivo per garantire la terza linea strategica del NGEU, quella dell’inclusione sociale. Altrettanto inspiegabile è poi la quasi scomparsa dalla bozza degli investimenti volti a colmare il divario tra il Sud e il resto d’Italia, tra i principali destinatari dei 209 miliardi del PNNR. E’ infine necessario investire nel potenziamento della didattica e nel diritto allo studio in favore dei redditi più bassi e rafforzare la ricerca pubblica, concludono i presidenti dei gruppi di LeU”.

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Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, scrive in un post su Facebook, del 28 Dicembre 2020:

“Più risorse alla salute e tre assi strategici: politiche e infrastrutture sociali, ambiente e Mezzogiorno. Sono questi i punti principali delle proposte di LeU per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Lo scrive in un post su Facebook Maria Cecilia Guerra, sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“I 9 miliardi di fondi aggiuntivi destinati alla Salute nella bozza del Recovey Plan sono insufficienti per politiche che devono avere una prospettiva di lungo periodo in cui serviranno, in primo luogo, maggiori investimenti per la medicina territoriale e servizi di integrazione socio-sanitaria – sottolinea Guerra – Vale anche per le infrastrutture sociali, fondamentali per l’obiettivo dell’uguaglianza di genere: asili nido e servizi per la prima infanzia, per anziani non autosufficienti e persone con gravi disabilità devono avere un ruolo centrale, per ridurre le disuguaglianze drammaticamente accresciute dalla pandemia, creare più posti di lavoro nel settore della cura dove la presenza femminile è maggiore e alleggerire il peso della cura che grava ancora troppo sulle donne”.

“Sull’ambiente: più determinazione verso politiche sostenibili, con una scelta netta per fonti energetiche alternative e una transizione energetica dell’edilizia residenziale pubblica”, aggiunge l’esponente di LeU, secondo la quale “l’infrastrutturazione del mezzogiorno deve essere una missione strategica”. “È fondamentale che le macro-azioni siano accompagnate da un’analisi di impatto ambientale, economico su Pil e occupazione, e sulla digitalizzazione, ma anche di impatto di genere. Si tratterebbe di una innovazione particolarmente rilevante e urgente, data l’arretratezza culturale, economica e sociale del nostro paese su questo tema”, conclude Guerra.

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