Due interviste per la Sinistra..

Sta nascendo il governo Draghi e si stanno ridefinendo gli schieramenti politici e i ruoli dei singoli interessi nonché dei singoli partiti. L’alleanza giallo-rossa con tutti i suoi difetti è riuscita ad affrontare la pandemia con prudenza e con buoni risultati. Non era scontato che fossero difesi i lavoratori e le categorie più esposte alla crisi sanitaria ed economica. Eppure è stato fatto.

Quella alleanza (PD-M5S e Leu) poteva diventare anche un orizzonte strategico per il “centrosinistra” e per il futuro del paese, di fronte all’arrembaggio delle destre in forte ripresa. Ma al “ventriloquo del capitale” non andava bene e si è prodigato per scatenare la crisi politica del Conte2.

Ora però mentre il governo di tregua e Draghi cercheranno di fare quelle riforme che il paese attende da tempo tutte le aree politiche avranno qualche mese( non anni) per ripensare se stesse e la propria strategia.

Anche a sinistra del PD è ora di scelte impegnative e cogenti, se non si vuole restare nell’irrilevanza politica. Il momento è adesso. Credo che ci sia anche maggiore consapevolezza. La prova sono le due interviste che il quotidiano Il Manifesto ha fatto a Nicola Fratoianni di Sinstra Italiana e a Arturo Scotto di Art.1.

Al di là di una differente collocazione rispetto al governo Draghi io ci leggo una volontà di una collaborazione che ormai non si può più rinviare. Eccole di seguito:

Scotto: bene l’intergruppo giallorosso, rimettiamo la sinistra sui binari giusti

17 Febbraio 2021 Politica e Primo piano. Intervista al manifesto di Andrea Carugati

Nei giorni della crisi di governo è ritornato in uso il nome «LeU», acronimo di «Liberi e Uguali», la lista della sinistra guidata da Pietro Grasso alle ultime politiche: embrione di un soggetto politico che però è subito abortito. In queste ore, dopo il no al governo Draghi di Sinistra Italiana, uno dei partiti fondatori, quel mondo appare ancora più diviso. E tuttavia il segretario di SI Nicola Fratoianni ha rilanciato la proposta ai compagni di LeU: «Facciamo un soggetto politico insieme».

È d’accordo?

«Di fronte a un passaggio difficile come la nascita del governo Draghi, si è deciso con Pd e M5S di stare dentro, per difendere le conquiste del governo Conte e per orientare in senso sociale ed ecologista il Recovery Plan», spiega Arturo Scotto, coordinatore nazionale di Articolo Uno, il partito di Speranza e Bersani. «Abbiamo detto sì a Draghi per combattere insieme una battaglia politica dura. Ognuno ha fatto uno sforzo. E con la costruzione dell’intergruppo tra le forze giallorosse al Senato vogliamo dare una solida base a questo progetto. Sinistra Italiana invece si è chiamata fuori. Ma in una alleanza non ci sono porte girevoli, è come un matrimonio: si sta insieme nella buona e nella cattiva sorte.

Dunque niente partito unico a sinistra del Pd?

Ripeto, se la prospettiva è l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile di cui ha parlato Giuseppe Conte, non ci può essere chi porta la croce e chi canta la messa. Constato però che i gruppi di LeU in Parlamento nella stragrande maggioranza hanno scelto di votare la fiducia al governo.

LeU però non esiste: sono solo gruppi parlamentari.

Occorre investire nella capacità di questi gruppi di fare politica difendendo gli interessi del nostro popolo. È quello che ci hanno chiesto la Cgil e le associazioni a noi più vicine.

Qual è la prospettiva politica? Volete entrare nel Pd come costola di sinistra?

Dobbiamo lavorare perché l’alleanza decolli. Se è vero che la pandemia cambia tutto, non è possibile che la sinistra italiana resti una foresta pietrificata. Serve una chiamata larga, non solo ai soggetti politici, per la costituente di un grande soggetto di ispirazione eco-socialista, un big bang.

Il Pd però è un partito che non pare volersi sciogliere. Anzi, è un punto di equilibrio della politica italiana. Ed è sopravvissuto persino a Renzi.

Noi non pensiamo ad alcuna confluenza nel Pd, chiediamo di riflettere insieme sulla nuova fase che richiede identità forti, le diseguaglianze si sono aggravate, ci sono interessi che chiedono rappresentanza e, ad oggi, a sinistra nessuno è in grado di farlo adeguatamente.

Se il Pd dovesse restare quello che è cosa farete?

Vedo dentro il Pd una pulsione a tornare indietro, a mettere in discussione l’alleanza giallorossa. La levata di scudi da parte degli ex renziani contro l’ipotesi di candidatura di Conte a Siena è stata sconcertante.

Immagina una scissione del Pd, con la sinistra che torna a fare la sinistra?

La segreteria di Zingaretti aveva suscitato speranze, sembrava aprirsi una fase nuova, la fine del partito piglia tutti, l’ipotesi di rimettere la sinistra sui binari giusti. Questo tentativo ora è messo fortemente in discussione da dentro il Pd. È una battaglia che non ci vede neutrali. Anzi.

Dunque il tema di un soggetto a sinistra dei dem si ripropone?

Se non ci saranno le condizioni per questo big bang di tutta la sinistra, le forze che fanno riferimento a LeU insieme ad altri dovranno organizzarsi, per dare rappresentanza a chi si sente escluso, ma dentro l’alleanza con Pd e M55, già a partire dalle amministrative. Abbiamo detto sì al governo Draghi per tenere unito questo fronte.

Pagando il prezzo di governare con i leghisti.

È un passaggio transitorio, abbiamo risposto a un appello del Capo dello Stato ma anche agli impulsi dei mondi più vicini a noi. Una sinistra che si separa dai suoi riferimenti sociali è un’astrazione, è solo estetica del dissenso. Io sto con Roberto Speranza che, dentro il governo, difende faticosamente il principio che la salute viene prima del mercato. Non mi pare poco.

«In Europa gli alleati della Lega non fanno parte di coalizioni. Con Brunetta e Gelmini torna un passato horror»

Il Manifesto, intervista Il segretario di Sinistra Italiana:di Andrea Carugati  16.02.2021

L’assemblea nazionale di Sinistra Italiana, domenica, ha deciso – accettando la proposta del segretario Nicola Fratoianni- di non votare la fiducia al governo Draghi, con 122 voti a favore, 16 contrari e 4 astenuti.

Perché?

Questa operazione non ci convince affatto – spiega Fratoianni -. Dietro formule generiche come “inadeguatezza della classe politica” si è voluto colpire le scelte fatte dal governo Conte, e mi riferisco alle accuse di assistenzialismo verso politiche che invece miravano alla redistribuzione. Non siamo davanti alla “morte” della politica, ma ad una operazione politica che interviene in modo preoccupante sulla democrazia. E lo fa nel momento in cui ci sono i 209 miliardi del Recovery. Contro Conte è stato perpetrato un omicidio politico a freddo, non per la sua presunta inadeguatezza, ma per un disegno.

Ora però è impossibile tornare indietro. Il Quirinale ha proposto questa formula per uscire dall’emergenza.

Questo non è un governo di scopo, a tempo, per gestire le emergenze. E’ un esecutivo politico, neppure di unità nazionale, con un perimetro impraticabile per una forza di sinistra. Per noi è impossibile governare con la destra peggiore, e del resto forze come la Lega non fanno parte di grandi coalizioni neppure in Francia (Le Pen) e Germania (Afd).

Il vostro no si basa sui partiti della maggioranza o sui ministri?

La lettura della lista di Draghi ha confermato il nostro giudizio negativo: Giorgetti al Mise, Gelmini alle regioni con una visione di autonomia del Nord che per noi è inaccettabile, Brunetta alla Pubblica amministrazione. Si sono portate indietro le lancette dell’orologio a una stagione horror della vita politica.

Voi però rischiate di essere irrisi all’insegna della divisione dell’atomo: di tre parlamentari di Sinistra Italiana solo lei voterà no, mentre De Petris e Palazzotto voteranno sì.

Due nostri eletti avevano annunciato prima di domenica di non voler rispettare le indicazioni che sarebbero emerse dall’assemblea. A palazzo Madama due senatrici ex M5S del gruppo Leu hanno invece detto che voteranno no come noi. Mi verrebbe da dire è un pareggio, ma non è questo il punto.

Qual è allora?

Sono amareggiato, se la comunità politica che ci ha eletto vota per una linea al 90% meriterebbe di essere rispettata. Ma dalla mia bocca non usciranno anatemi o accuse di tradimento, l’avversario di tutti resta la destra.

Continuerete a coabitare sotto lo stesso tetto?

La sinistra deve imparare a non vivere le divisioni come un punto di non ritorno.

In questo caso però SI si divide anche dagli altri di Leu, e dall’asse con Pd e M5S.

Su questo dovremmo imparare dalla destra, che più volte si è divisa sui governi ma è sempre rimasta alleata sui territori e alle elezioni. A mio avviso questa nostra alleanza non può essere solo evocata e invocata, ma va rilanciata da subito: nelle città che andranno al voto in primavera non ci sono ancora alleanze e candidati, mettiamoci subito al lavoro tra di noi e con tanti mondi del civismo di sinistra e ambientalista. Propongo un tavolo nazionale per le comunali.

Chi voterà a favore del governo sostiene che da fuori si rischia l’irrilevanza. Che dentro la maggioranza invece si può pesare, anche sulla svolta ecologica.

Mi pare un argomento infondato. Pensare che la sinistra possa incidere dentro una maggioranza come questa è uno scherzo, visto che il governo ha una base parlamentare enorme e spostata a destra. E’ un vecchio argomento che torna ciclicamente, che tende a ridurre la politica alla gestione del governo. Io credo invece che serva una sinistra in grado di non lasciare il monopolio del dissenso alla destra regressiva di Meloni.

Al congresso di Si lei ha riproposto di far nascere un soggetto unico a sinistra del Pd. Con questa ulteriore divisione sarà ancora più difficile… Credo sia una scelta necessaria e, se si andrà verso il proporzionale, ancora di più. C’è chi, come Art 1, attende da anni un big bang della sinistra che coinvolga anche il Pd, io penso che non sia la strada giusta. E se i compagni di Art 1 non decidono di confluire nel Pd, il tema di un soggetto unico si porrà, ed è meglio farlo prima del voto. E sinceramente non credo che il nostro no di oggi possa rappresentare un ostacolo insormontabile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...