Un dibattito ancora aperto

 

da che parte

A proposito di Leu: la posizione di Francesco La Forgia

“È stata una giornata intensa e profonda quella di sabato 23 novembre a Bologna. Abbiamo riportato la politica al centro del dibattito nel campo di una sinistra che resta colpevolmente frammentata, ma in cui sui grandi temi che riguardano la vita delle persone e il futuro del Paese ci sono tutte le condizioni per una iniziativa comune, capace anche di condizionare l’agenda di governo.

Intervenendo, chi direttamente in assemblea, chi attraverso un video-messaggio o un testo ci hanno consentito di andare a fondo delle 5R che hanno rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata: reddito, riduzione dell’orario di lavoro, rivoluzione verde, riforma della democrazia, redistribuzione della ricchezza.

Nello scompaginamento dei grandi e piccoli partiti che caratterizza questa fase, nel rischio di irrilevanza di una sinistra che ha il bisogno vitale di riallacciare i fili con i pezzi di società che dovrebbe e non sa più rappresentare, c’è nuovo ossigeno che arriva dalle piazze di tutta Italia: dalle sardine, ai ragazzi di Fridays for future, alle donne e ai movimenti che si battono per i diritti civili e contro la violenza di genere.

Saremmo matti a non vedere tutto questo e a non incrociarlo ma saremmo miopi a pensare che queste mobilitazioni possano sopperire alla mancanza di una politica e di una casa politica, capace di dare a quelle istanze la giusta rappresentanza.

Anche per questo noi, che siamo nati con l’intento di ricomporre le divisioni, continueremo a batterci e strutturarci per dare forza al nostro progetto. Continueremo a lavorare per essere il lievito di un processo più largo e inclusivo che dovrà per forza determinarsi pena una consolidata marginalità del nostro campo.

Lo stiamo facendo in Emilia-Romagna, dove siamo tra i principali promotori della lista “Emilia-Romagna coraggiosa, ecologista e progressista” che tiene insieme le più significative forze della sinistra e diverse rappresentanze di civismo e associazionismo.

Allo stesso modo in Toscana, con “2020 a sinistra”, vogliamo dare il nostro contributo per una proposta che non si accontenti di costruire un indistinto fronte comune contro le destre, ma capace di mettere in campo la necessaria discontinuità, nelle proposte, nei metodi e nei volti.

Come abbiamo sempre sostenuto le alleanze non si costruiscono in raffazzonati esperimenti di laboratorio ma sulla condivisione delle idee e del progetto che insieme si intende realizzare.
Naturalmente, perché tutto questo possa avere prospettiva, rimane fondamentale uscire da determinate ambiguità e avere tutti il coraggio di prendere delle decisioni.

Resta per noi aperto il dibattito sulla funzione del gruppo parlamentare di LEU, che esprime ruoli di governo, ma non ha ad oggi una piattaforma comune e un coordinamento politico.
Lungi da noi riproporre un progetto che non si è saputo o voluto fare, rimane però da capire che senso abbia continuare a muoversi in questa confusione, che per altro non fa che farci perdere credibilità agli occhi di chi ci osserva.

Per quanto riguarda il percorso di èVIVA, intendiamo rafforzare la nostra struttura, sia a livello nazionale che sui territori, dandoci una road map per la costituzione dei comitati regionali. A gennaio, dopo la legge di bilancio, organizzeremo appuntamenti in giro per l’italia, a partire dalle 5R di Bologna e coinvolgendo altri interlocutori.
Il nostro orizzonte rimane sempre lo stesso: no all’ennesimo partitino, no a percorsi dal respiro corto di una campagna elettorale e di stampo verticistico. La costruzione di una casa comune della sinistra ha bisogno di essere guidata dalla politica.

Da un movimento 5 stelle in forte crisi di identità, ad un Partito Democratico che prova a cambiare le proprie parole d’ordine senza però dimostrare una reale volontà di cambiare sé stesso radicalmente, ci sono milioni di elettori in cerca di riferimenti, sindaci e amministratori che non si sentono rappresentati dall’attuale offerta politica.

Dobbiamo stare dentro a questo processo, nell’ambito di una nuova alleanza sociale che rimette al centro i lavoratori, i precari, le persone che vivono di servizi pubblici e non possono permettersi nient’altro.

Se questo campo sarà destinato a mutare nei prossimi anni, l’unico modo per determinare un cambiamento nella sinistra è svolgere una funzione dentro a questo processo senza rimanere paralizzati in attesa dei movimenti altrui. Chiederci e dirci DA CHE PARTE STIAMO è una parte fondamentale del cammino che dobbiamo compiere.”

25 Novembre contro la violenza sulle donne..

 

Violenza Donne app

QUALI INIZIATIVE NEL NOSTRO COMUNE ?

Abbiamo già avuto modo, nel precedente articolo,  dove  si informava sull’ordine del giorno approvato nell’ultimo consiglio comunale, finalizzato all’installazione di Panchine Rosse   riportante la scritta 1522 numero antiviolenza e stalking nei parchi e giardini dei nostri quartieri  per sensibilizzare e contrastare la violenza di genere,  di sottolineare  l’importanza di avere sul nostro territorio  una Rete di servizi  pubblici  coordinati che possono offrire risorse concrete alle donne per uscire da situazione di violenza e costruire un percorso di autonomia  e che questa rappresenta la soluzione per combattere la violenza.

Nello stesso Consiglio comunale l’Assessore ai Servizi e Politiche Sociali ha evidenziato l’importanza di lavorare sugli aiuti concreti alle donne…” Non basta un ottimo sportello (e si riferiva allo sportello di ascolto presente a Tilane) è necessario mettere in rete tutte le risorse. Esempio di Rete è la proposta del 25 novembre.”

Pensavamo che le iniziative promosse dal nostro Comune per il 25 NOVEMBRE fossero la continuità dell’impegno annunciato nell’ordine del giorno che pubblicizza un numero telefonico di un servizio pubblico, legato ai Centri Antiviolenza e che la proposta, dell’Assessore,  di costruire una Rete di servizi, partisse dall’attuale Sportello antiviolenza  invece che da una Clinica privata qual è il San Carlo.

L’iniziativa, pur essendo interessante, risulta essere in contrasto con i principi e le proposte che ispirano l’ordine del giorno presentato e approvato dalla maggioranza con l’astensione della lega Nord.

Noi di Sinistra per Paderno Dugnano pensiamo che bisognava partire dal servizio oggi presente su territorio e che necessita di essere sviluppato, potenziato fino alla creazione di un Centro Antiviolenza di servizi/interventi coordinati che offrano risorse concrete alle donne e che bisogna investire qui le risorse invece di promuovere le attività della clinica San Carlo.

Inoltre ci chiediamo, visto che si parla di Rete,  come mai all’interno delle iniziative  non è stato coinvolto   lo Sportello DI ASCOLTO DONNA operativo sul territorio  dal 2010 e  il CONSULTORIO FAMIGLIARE  che svolge attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento alle donne che subiscono violenza attività connessa al “Progetto HARA Rete Interistuzionale  Antiviolenza Rho-Garbagnate”, progetto realizzato nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne.

La presenza di questi servizi all’iniziativa sarebbe stata importante anche  per  capire la dimensione del problema della violenza di genere nel nostro comune e partire da questa conoscenza per progettare interventi culturali  e pensare a quali servi mettere in Rete.

Insomma importiamo associazioni e servizi invece di valorizzare il nostro patrimonio associativo locale e i nostri servizi!

Nuova legge per la rigenerazione urbana?No Grazie.

Rigenerare-la-Rigenerazione

La Legge Regionale n.4/2012 detta le “Norme per la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente e altre disposizioni in materia urbanistico-edilizia”; in particolare, avrebbe dovuto facilitare il “Recupero delle aree industriali dismesse”, concedendo ad esempio “la possibilità di incrementare fino al 20% la volumetria o la superficie ammessa”.

Questa Legge, indifferente all’emergenza climatica e al conseguente bisogno di azzerare il consumo di suolo, per le aree dismesse ha prodotto i risultati evidenti nel nostro Comune: nessuna “Ambito di trasformazione di aree industriali” previsto nel “Piano di Governo del Territorio” approvato nel 2013 è stato realizzato. Cioè, anche con le premialità nocive all’ambiente nessun “privato” ha proposto Piani di recupero, e il motivo principale è, la fattibilità, e i costi, di bonifica delle aree coinvolte.

Il “senno del poi” avrebbe dovuto suggerire una aggiornamento della L.R. 4/2012 nella direzione di: ridurre le cubature e le superfici degli interventi di recupero e facilitare la realizzazione dei progetti di bonifica.

Invece, la Regione Lombardia il 12 novembre 2019 ha approvato una “Nuova Legge per la rigenerazione urbana”, una legge che non si occupa prioritariamente delle 3.000 aree lombarde dismesse. Diventa complicato definirla una buona legge di “rigenerazione”, considerando che i residui interventi edificatori possibili in alcuni territori, come nel nostro Comune, sono solo possibili negli ambiti delle aree industriali dismesse e con l’obiettivo di ridurre l’impermeabilizzazione attuale del suolo. (e cercando di evitare colate di cemento per altri Centri Commerciali o altri ambiti residenziali produttori di case sfitte e invendute).

Per le bonifiche, la “Nuova Legge” non prevede né risorse né strumenti ad hoc.

In “compenso”, prevede incentivi volumetrici fino al 20% dei fabbricati da rigenerare e riduzioni fino al 60 % degli oneri di urbanizzazione per “qualunque operazione avvenga sul suolo lombardo”, in deroga ai Piani di Governo del Territorio e senza discriminazione tra aree effettivamente da risanare e aree in buona salute in cui ci siano, ad esempio, palazzi di pregio da riqualificare. E quindi, i Comuni non potranno efficacemente incidere sulle aree che sono davvero da rigenerare mentre vedranno crescere le volumetrie nelle aree già sane dove sono più alti i prezzi di mercato.

E questa “rigenerazione” impatterà anche sulle aree rurali, permettendo che un proprietario lasci sfitti per tre anni dei fabbricati agricoli per poterli poi riconvertire a qualsiasi scopo, anche residenziale; con grave danno per l’attività agricola lombarda.

 La Regione governata dal centro destra a trazione Leghista non si smentisce: siamo in perfetta continuità con gli interessi dei soliti “pochi”, riducendo sia giuridicamente che economicamente le possibilità di governo del territorio dei Comuni, e senza il minimo scrupolo per i danni ambientali conseguenti e che andranno a peggiorare le condizioni di vita e di salute dei Cittadini lombardi.

In attesa dei decreti attuativi, a nostro avviso, la nostra “nuova” Amministrazione Comunale deve chiaramente prendere posizione contro questa “Nuova legge per la rigenerazione urbana”, verificando con gli altri Comuni, la possibilità di ricorrere alle norme Costituzionali che questa legge contraddice.

Inoltre, grazie agli emendamenti approvati in Aula, è stata restituita ai Comuni la possibilità di decidere la quantità delle premialità, sia per i volumi che per gli oneri: ci aspettiamo che, come per Milano, il nostro Comune decida di non applicare alcuna premialità.

“Non basta una panchina”..

panchina

 

PANCHINE ROSSE  CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE.

 PARTIAMO DAL SIMBOLO PER COSTRUIRE UN CENTRO ANTIVIOLENZA

Per la prima volta il Consiglio Comunale nella seduta del 14.11.2019 ha affrontato il tema della violenza contro le donne attraverso un ordine del giorno presentato dalla consigliera Caputo e sottoscritto da quasi tutte le forze politiche, con l’astensione della Lega.

Questo ordine del giorno è finalizzato all’installazione di Panchine Rosse  con il numero telefonico antiviolenza  1522 negli spazi di incontro quali: parchi e giardini in ogni quartiere  per sensibilizzare, richiamare l’attenzione e contrastare la violenza contro le donne.  Il progetto panchine rosse, vincitore del bando del Ministero Pari Opportunità del 2017, nasce con lo scopo di supportare attività di sensibilizzazione, prevenzione ed educazione sul tema della violenza di genere. Molti Comuni italiani hanno aderito al progetto e oggi anche il nostro.

Riconosciamo  la positività della discussione avviata e  dell’intento di dare un segnale visivo , nella speranza  che ciò rappresenti un impegno quotidiano volto ad aiutare le donne a uscire dalla violenza. Questo è per noi un primo passo ma non può essere il solo. Pensiamo che sia necessario lavorare sia su un progetto di sensibilizzazione più ampio  che, da una parte, coinvolga tutti i soggetti sociali ed educativi  e, dall’altra, lavori per il potenziamento dei sevizi  e sportelli presenti sul territorio.  In merito condividiamo l’intervento della consigliera di  “Insieme per Cambiare” che ha evidenziato “ la necessità di ampliare e creare una Rete tra i servizi  e sportelli pubblici poichè costituiscono una fonte di aiuto.”  Peccato che non sia stata inserita nell’ordine del giorno!

Anche noi di “Sinistra per Paderno Dugnano” pensiamo che sia importante potenziare e sviluppare le attività/servizi  esistenti  per progettare e realizzare un Centro Antiviolenza di servizi /interventi   integrati/coordinati, che offrano risorse concrete alle donne  per uscire da situazioni di violenza e costruire un percorso di autonomia.

A nostro avviso,  I Centri Antiviolenza, previsti dalla Legge Regionale n.11/2012,  sono la risposta più efficace per questi motivi: hanno  un ruolo giuridico e sono in grado di progettare un  percorso individuale di accompagnamento e sostegno alla donna  fino alla sistemazione in strutture di ospitalità temporanee. Particolarmente  significativa è la sua collocazione all’interno del “ Piano di Zona” di coordinamento tra Comune e  Asst  Rhodense.  Si evidenzia in merito che esiste  nell’ambito del  Consultorio Famigliare di Paderno  un’attività di sensibilizzazione, informazione e orientamento alle donne che subiscono violenza. Tale attività è connessa al “Progetto HARA Rete Interistituzionale  Antiviolenza Rho-Garbagnate”, progetto realizzato nell’ambito delle politiche di prevenzione e contrasto della violenza maschile contro le donne.

Ricordiamo che i Centri Antiviolenza  sono  finanziati (poco e male) nella fase iniziale dalla Regione Lombardia.

Questo è l’impegno che chiediamo alla nostra Amministrazione Locale: mettere servizi efficaci  a disposizione  delle donne per tutelarle e proteggerle. Così si combatte la violenza.

Difendiamo il Seveso..

sev

L’Associazione “Amici del Parco Nord “ ha realizzato un filmato sul Seveso che ha già avuto  grande successo di consensi .

Una iniziativa per continuare la battaglia per la bonifica del torrente Seveso e contro le vasche di laminazione. Aggiungiamo che solo così si potrà realizzare, su tutta l’asta del fiume, un Parco del Seveso che Paderno Dugnano ha già istituito sul proprio territorio.

Se entri in questo link lo potrai vedere: https://youtu.be/v3XtjpNGarU