La ditta non rientra..

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Scotto: «La Ditta non rientra, pensiamo insieme a una nuova forza laburista». Intervista rilasciata il 16 settembre 2019 a Daniela Preziosi del  quotidiano il Manifesto:

“Entrare nel Pd oggi che Renzi annuncia di uscirne? Calma. Noi siamo più ambiziosi. Siamo nati dicendo che manca in Italia una forza socialista e laburista. L’analisi resta la stessa. Il punto dunque non è quello che fa Renzi, ma quello che fa il Pd». Arturo Scotto, ex capogruppo di Sel e oggi coordinatore di Articolo 1, è alle prese con gli ultimi dettagli organizzativi della festa nazionale di Articolo 1 che inizia domani a Roma, alla Città dell’altra Economia. Quartiere Testaccio, «giallorosso come il governo».

L’evento era stato immaginato quando il partito era esangue e all’opposizione. Invece, dopo la crisi ferragostana e la nascita del nuovo governo, la kermesse si è trasformata nella prima festa della maggioranza «giallorossa». Piena zeppa di grillini oltreché – ma questo era scontato – di esponenti dem e delle variegate sinistre. Ci sarà il premier Conte e il ministro Vincenzo Spadafora (entrambi giovedì 19 settembre, rispettivamente alle 18 e alle 21), si aspetta il sì definitivo della ministra del lavoro Nunzia Catalfo. «Il nostro programma oggi si è arricchito» – fra gli altri parleranno Alexis Tsipras, Massimo D’Alema, Michele Santoro, David Sassoli, Gianni Cuperlo, Pier Luigi Bersani, Francesca Redavid, Nicola Fratoianni, Elly Schlein – «ma tengo a dire che Conte e Spadafora avevano detto sì già a luglio, prima della crisi. E noi li avevamo invitati perché la nostra ipotesi politica, da sempre, era quella di disarticolare la maggioranza gialloverde». Ma era l’epoca dei «#senzadime».

In pochi ci credevano. Invece è successo. «Anzi adesso possiamo addirittura immaginare alleanze nei territori, a partire alle regionali», ragiona Scotto con legittima soddisfazione. «Certo, serve discontinuità rispetto al governo M5S-Lega. Ma anche rispetto agli ultimi governi del Pd». Ecco un altro punto cruciale della festa. Che non a caso sarà inaugurata domani 18 settembre (ore 18) con un dibattito fra il segretario Nicola Zingaretti e Roberto Speranza, neoministro della sanità ma qui in veste di segretario di Art.1. L’argomento del confronto è «un nuovo centrosinistra».

E qui torniamo all’imminente addio di Renzi, al ventilato ritorno nel Pd degli «scappati di casa», la sprezzante definizione renziana (copyright Roberto Giachetti) che si ritorce contro chi l’ha detta, ora che a scappare di casa sono loro. Per una fortunata coincidenza qui Zingaretti si potrebbe trovare a commentare la scissione renziana. Si vedrà. Certo Speranza non annuncerà l’ingresso nel Pd. Spiega Scotto: «Avanziamo un’altra proposta. Con umiltà: siamo consapevoli dei rapporti di forza fra il Pd e noi», il 18 per cento contro il 3,4 (alle politiche del 2018 Art.1 era presente con le insegne di Leu, quindi nel computo vanno messi anche i voti di Sinistra italiana), «non mi piace la boria di partito quindi figuriamoci la boria di partitino.

Però oggi sappiamo che nessuno è autosufficiente, e che è fallito il modello del Pd, di cui Renzi è figlio legittimo. Il modello del primarie, della equidistanza fra lavoratori e impresa. Oggi tutti chiedono di finirla con la sinistra frantumata e con le competizioni fratricide e con le scelte suicide. I nostri elettori, tutti, ci chiedono il cambiamento e l’unità delle forze progressiste».

Morale della favola, la proposta di Articolo uno è «una costituente per un nuovo soggetto di sinistra», annuncia Scotto. Già sentita, è vero. Ma fin qui suonava come una pretesa. Irrealizzabile. Adesso tutto è cambiato. Quello che sembrava mission impossible ora è diventato persino probabile. Miracolo del nuovo governo gialloverde, per il momento l’unico. Ma, abbiamo imparato, mai mettere limiti alla provvidenza rossa.

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Puliamo il Seveso

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Aderiamo alla giornata del 22 Settembre (Puliamo il mondo-Puliamo il Seveso) ma soprattutto alla piattaforma programmatica che l’accompagna e che riproduciamo di seguito.

2019 Comunicato stampa Puliamo il Seveso (2)

2019 Comunicato stampa Puliamo il Seveso (2)2

Una buona notizia: Roberto Speranza ministro della Salute

 

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Comunicato stampa dal sito di  Art1/MDP:

“Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che il ministro della Salute del nuovo governo sarà il segretario nazionale di Articolo Uno Roberto Speranza. Una grande responsabilità per un compagno di valore e passione, ha immediatamente dichiarato il nostro coordinatore Arturo Scotto. È una grande notizia per tutti noi. Buon lavoro, Roberto!

Nato a Potenza il 4 gennaio 1979 dove frequenta il liceo “Galileo Galilei”. Il suo impegno politico inizia nella Sinistra Giovanile di cui sarà prima Segretario regionale e poi Presidente nazionale. Laureato in Scienze Politiche, poi consegue un Dottorato in Storia dell’Europa Mediterranea. A Potenza diventa consigliere comunale nel 2004 e poi assessore all’urbanistica. Segretario regionale della Basilicata. Coordinatore della campagna nazionale di Pier Luigi Bersani per le Primarie del centrosinistra nel 2012. Dopo le elezioni viene eletto capogruppo del Pd alla Camera, ruolo da cui si dimette in dissenso sull’Italicum. Nel febbraio 2017 esce dal Pd e fonda Articolo Uno – Mdp. Viene rieletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni del 4 marzo 2018 nelle liste di Liberi e Uguali. Sposato con 2 figli.”

La mucca è nel corridoio

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Diciamo la verità: aveva ragione Bersani.

Aveva ragione quando nel 2013 cercò un’interlocuzione con il M5S per fare argine al populismo nascente e ad una destra italiana ancora”dormiente”. Molti si misero a ridere: non vedevano la mucca. Qualcuno, accecato dall’idea di guadagnarci, rassicurava Letta (“Enrico stai sereno”) e intanto preparava la sua irresistibile ascesa. Con il plauso e il silenzio accomodante di molti media.

Aveva ragione Bersani quando ammoniva, inascoltato, che con i provvedimenti come il jobs act, la buona scuola, l’abolizione dell’art.18 e il Referendum costituzionale si stava” tirando la volata ad una destra nascente”.

Ora con la Lega al 38% (nei sondaggi) e il centrodestra-destra maggioranza virtuale i corifei renziani hanno paura di perdere il seggio parlamentare e di tornare a lavorare. Ricordate il “se perdo il Referendum lascio la politica.”?

Come è andata a finire lo sappiamo.Tramontata la meteora renziana e la retorica dell’autosufficienza siamo all’epilogo. Intanto Renzi si è blindato nella comodità delle Camere romane con un manipolo di parlamentari e medita una nuova avventura. Ovviamente “per il bene del paese”. Ovviamente contro la sinistra.

Ora che tutti la vedono la destra (la mucca) in arrivo, speriamo che non sia troppo tardi per fermarla. Grande è stata la responsabilità di Renzi e di chi l’ha sostenuto e l’ha assecondato non certo e non solo nell’interesse del paese.

Bisognerebbe “andarli a prendere a casa, uno per uno” e metterli di fronte alle loro responsabilità politiche, questi personaggi. Ma non farebbero una piega. Con un sorriso beffardo vi spiegherebbero che “ora la fase è diversa”; che il “paese è in pericolo”. Che si esige un loro sacrificio, magari nella forma di una seggiola ministeriale, magari al ministero degli esteri, se proprio non sarà possibile alla Presidenza del Consiglio.

“Non consegnate il paese alle destre nere”

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La via maestra per decantare l’anomalia gialloverde, del resto già presente nello stesso Dna del patto di potere chiamato “contratto”, è l’apertura della crisi nelle aule parlamentari per certificare la fine di questa maggioranza .di Norma Rangeri (editoriale de il Manifesto, 9 agosto).

“Con il Parlamento chiuso per ferie e dopo il patatrac del voto sul Tav, il ministro dell’interno dà il colpo di grazia al governo, dice che “è inutile andare avanti” e chiama le elezioni appellandosi al popolo nelle piazze acclamanti.

Il Presidente del Consiglio riferisce al Capo dello Stato e si consulta con i due vicepresidenti per determinare le modalità della crisi, con annesso braccio di ferro tra 5Stelle e Lega per la data delle elezioni.

Le persone normali capiscono solo che la baraonda è totale, avvertono la mancanza di una voce autorevole che rassicuri su quel che sta accadendo.

È un momento delicato, la crisi va portata alla luce del sole, in Parlamento, nelle forme costituzionalmente previste. Di fronte a un clima politico pesante e confuso, lasciar marcire la situazione nelle mani di un ministro dell’interno aggiunge ulteriori motivi di allarme.

Tutto è preferibile a questo porto delle nebbie, avvelenato da strappi all’assetto democratico che, come ha ben spiegato ieri al manifesto Rino Formica, delineano «una decomposizione istituzionale del paese» al punto da rendere urgente «un messaggio del Presidente della Repubblica alle Camere».

La via maestra per decantare l’anomalia gialloverde, del resto già presente nello stesso Dna del patto di potere chiamato “contratto”, è l’apertura della crisi nelle aule parlamentari per certificare la fine di questa maggioranza e verificare se ce n’è un’altra che possa mettere fine alla deriva fascistoide che ci sgoverna sull’onda di una propaganda della forza, nelle forme che ricordano sempre più nitidamente «il periodo del consenso» al regime mussoliniano.

Naturalmente se siamo di fronte alla peggiore destra, i tornaconto di partito passano in secondo piano e si fa anche il patto con il diavolo, tra il Pd e i 5Stelle.

Ammesso e non concesso che abbiano consapevolezza del passaggio cruciale, vitale, storico per la nostra asfittica democrazia. Purtroppo è difficile che ciò accada, con il rischio esiziale di consegnare il paese alla deriva autoritaria.”

Articolo Uno Lombardia

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“Quattro giornate” dal 29 a Brescia, il programma

 

Non una festa. Una serie di incontri per confrontarci, per esporre le nostre idee, per ascoltare altre idee. Per stare insieme anche davanti a un piatto di casoncelli e un bicchiere di vino, per raccogliere qualche risorsa per le nostre attività, per proseguire nel solco tracciato in questi mesi con la costituzione del Partito di Articolo Uno. Una piccola forza ma aperta, con una grande tradizione che va ripresa e rinnovata.
Questi sono gli obiettivi delle giornate di Articolo Uno Lombardia, in programma a Brescia – Cascina Maggia, dal 29 agosto al 1 settembre. Vi aspettiamo.

GIOVEDI 29 AGOSTO
h 21.00
“Autonomia Differenziata? Cosa si fa a Sinistra?” Confronto fra i segretari regionali di Articolo UNO, Campo progressista, Partito Democratico, Sinistra Italiana

VENERDI 30 AGOSTO
h 21.00
Presentazione del libro “Titanic – Come Renzi ha affondato la Sinistra”
con l’autrice Chiara Geloni intervistata da Mauro Zappa, giornalista di Bresciaoggi

SABATO 31 AGOSTO
h 18.00
“Dove ci porta il clima?”
prof. Carmine Trecroci (docente università di Brescia), arch. Davide Sigurtà (esperto di temi ambientali e valorizzazione beni culturali), Martina Draghi (responsabile nazionale ambiente Articolo Uno)
discutono con Angelica Andreetto e Francesco Quadraro, in rappresentanza dei giovani bresciani di Friday for Future

h 21.00
Incontro con On. Federico Fornaro, capogruppo Leu alla Camera

DOMENICA 01 SETTEMBRE
h 18.00
Presentazione del libro “Per un futuro possibile – No money, please!”
Di Bruno Bertoli, con l’autore e Marco Fenaroli

h 21.00
“Come creare Lavoro, quale Lavoro creare.”
Arturo Scotto della segreteria di Articolo Uno dialoga con i segretari di CGIL, CISL e UIL

Durante tutte le giornate funziona il servizio di bar e cucina